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Il Blog di AZIONE GIOVANI TERAMOIl frastuono è cessato. Levandomi a distanza,sento con tutta la forza Dell'intuito:la mia sorte è invidiabile. Ho vissuto e ho dato l'anima per i miei amici - B.Pasternack February 09 VIA NORMA COSSETTOJuly 06 LA FIACCOLA E' IL NOSTRO SIMBOLO!Giorgia Meloni interviene sul caso Storace: “Decisione non condivisibile ma rispettabile Mostri lo stesso rispetto togliendo la fiaccola dal suo logo”
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani dichiara in una nota: “Consideriamo non condivisibile la scelta di Francesco Storace di lasciare Alleanza nazionale ma la rispettiamo, come rispettiamo la sua storia. Proprio per questo però ci aspettiamo lo stesso rispetto per la nostra organizzazione giovanile”. Storace sa bene che quella fiaccola, il simbolo che ha scelto per il suo nuovo movimento appartiene, storicamente ai giovani della destra, dalla Giovane Italia, al Fronte della Gioventù fino ad Azione Giovani. Sa bene che in essa si riconoscono migliaia di ragazzi: quelli che ogni 19 luglio a Palermo ricordano con una fiaccolata il giudice Paolo Borsellino, sfilando contro la mafia e avanzano nuove proposte per sconfiggerla; quelli che quest’anno in tutte le università d’Italia hanno contestato duramente il governo, opponendosi ai tagli previsti dalla Finanziaria; quelli che oggi nella Conferenza dei presidenti delle Consulte provinciali italiane possono contare sul gruppo più numeroso; quelli che nelle amministrazioni locali ogni giorno avanzano progetti e proposte; che per il 10 febbraio si sono mobilitati in ogni città per intitolare una via, una piazza ai nostri martiri del confine orientale; che il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale contro la droga hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale per opporsi alla legge Ferrero, consegnando un enorme spinello al ministro della Solidarietà sociale; quelli che in tutta Italia ogni giorno subiscono attacchi di violenza politica e decidono di non rispondere con la violenza ma con la militanza e la passione; quelli che in occasione del referendum sulla procreazione assistita hanno avuto il coraggio e la forza di portare avanti le loro idee nonostante le dissonanze con il partito; quelli che quotidianamente non si accontentano di fare testimonianza ma lavorano per costruire un futuro diverso” continua l’esponente di Ag. “Storace sa bene quanto sia per noi rappresentativa ed identitaria la fiaccola, come sa bene che pur mantenendo fermo il principio di autonomia i ragazzi di Azione Giovani si riconoscono in Alleanza nazionale. Utilizzare il nostro simbolo per lanciare un diverso movimento significa impropriamente coinvolgere la nostra organizzazione in una diatriba che non ci interessa. Chiediamo a Storace di modificare il suo logo, perché non vorremmo mai trascinare un simbolo così importante e ricco di storia nello strumento di un'imbarazzante querelle legale”, conclude Giorgia Meloni.
DESTRA: STORACE A MELONI, PECCATO CHE A 28 ANNI PARLI DI VIE LEGALI MANDERO' SUA RICHIESTA ALLA MIA MAILING LIST, SIMBOLO APPARTIENE A COMUNITA' MILITANTE
Roma, 4 lug. (Adnkronos) - "Mandero' la richiesta della vicepresidente della Camera alla mia mailing list, insieme al suo indirizzo di posta elettronica, cosi' sapra' direttamente da tantissimi militanti che un simbolo non e' proprieta' privata ma appartiene a una comunita' libera di scegliere le proprie strade". Cosi' Francesco Storace, senatore indipendente di destra, all'indomani mdello 'strappo' da An commenta le dichiarazioni di Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei deputati, che ha intimato a Storace di togliere la Fiaccola nel logo de 'la Destra' coniato dall'ex esponente del partito di via della Scrofa. "Peccato -taglia corto Storace- che a 28 anni si preferisca parlare di vie legali".
E’ una sfida alla nostra storia che non poassiamo non raccogliere. Visto che siamo una comunità militante, è arrivato il momento di dimostrarlo. In alto i cuori!
Giorgia Meloni Presidente Nazionale Ag March 13 "A.G. itazione" - numero specialeLEGGI IL NUMERO SPECIALE DI A.G.ITAZIONE DISTRIBUITO IN VERSIONE CARTACEA DURANTE IL TERZO CONGRESSO PROVINCIALE DI ALLEANZA NAZIONALE CHE SI E' SVOLTO IL 04.03.2007
(clicca sulle pagine sottostanti per leggere!)
February 26 Petizione MEDAGLIA D'ORO al V.C. Graziano UDOVISIAzione Giovani sostiene la petizione on line promossa dall'A.D.E.S. affinchè il Presidente della Repubblica italiana si adoperi per il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor civile a GRAZIANO UDOVISI, unitamente a quello di Cavalierato della Repubblica Italiana, ai sensi della legge 13 del 2 gennaio 1958 e nello specifico: per aver tenuto, con coraggio e onore, alto il nome ed il prestigio della Patria, servendola fino al rischio della vita, salvando un altro compagno di sventura e sopportando in silenzio le conseguenti sofferenze fisiche e morali dell’Infoibamento subito e che tutt’ora lo tormentano
FIRMA ANCHE TU QUI! http://www.adesonline.com/petizioni.asp January 11 A Nepezzano si usano i segnali di fumo!A Nepezzano si usano i segnali di fumo!
L’era della comunicazione senza barriere non è arrivata a Nepezzano, la popolosa frazione del Comune di Teramo è ancora senza la possibilità di un collegamento Adsl. Nella stessa situazione Piano D’Accio dove avere un collegamento più veloce alla rete è un sogno proibito. Poco prima delle festività natalizie, in periodo di regali, la Telecom ha proposto un collegamento Adsl nella zona ma limitato ai primi cento fortunati perché la cabina telefonica che fornisce la frazione è troppo piccola per supportare altri collegamenti. Aspettando che la Telecom migliori il servizio a Nepezzano si usano i segnali di fumo…
Giuliano Ciccocelli, vice presidente prov.le di Azione Giovani, insieme ad alcuni residenti della zona si è fatto promotore di una raccolta firme per sensibilizzare l’azienda Telecom Italia e il Sindaco della Città di Teramo dott. Gianni Chiodi affinché si possa trovare una rapida soluzione e si riesca a fornire i servizi essenziali a una zona in forte espansione. I punti di raccolta delle firme sono lo Stonehenge Bar a Piano D’Accio e il Wine Bar di Nepezzano.
Teramo, 11/ 01/2007 December 27 A.G.itazione Dicembre 2006Leggi il la nuova uscita di A.G.itazione su www.azionegiovaniteramo.it
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December 12 Destra-Sinistra, una dicotomia stancaDestra-Sinistra, una dicotomia stanca Gruppo Opìfice. Non è raro imbattersi nell’argomentazione secondo cui quando « da destra » si metta in discussione la dicotomia destra/sinistra – o se ne ipotizzi una riconsiderazione – lo si faccia per confusione oppure per mimetismo ideologico: le vicende della Nuova Destra francese o della stessa cultura delle nuove sintesi ne sono un esempio. Più genericamente si può assistere alla teoria secondo l’« uomo di destra » sia da un parte incline al mimetismo ideologico, e dall’altra cerchi puntualmente di allargare il suo raggio d’azioni « infiltrandosi » in settori culturalmente e storicamente di competenza della sinistra. Inoltre, ogni qualvolta « da sinistra » si prospettano nuove sintesi di pensiero (ad esempio è il caso di Serge Latouche e il suo concetto di decrescita, che si distacca dalla classica idea sviluppista attribuita alla sinistra) ci troviamo nuovamente di fronte ad un’accusa di « mascheramento » di idee fondamentalmente reazionarie. Si potrebbe dunque affermare che l’ipotesi di un rimescolamento delle carte venga aborrito strenuamente da entrambi i lidi. Chi ha dunque oggi un « interesse » a difendere strenuamente la dicotomia? Ha forse questa un « plusvalore politico » (come afferma Alessandro Campi) che offre alla destra e alla sinistra istituzionali le ragioni di un loro proseguimento a prescindere dai contenuti ideologici? Sono in altri termini, dei contenitori maneggiati in funzione elettorale? Di contro, vi è qualcuno che trarrebbe interesse politico a negarla? Alain de Benoist. Non ho ben compreso la domanda. La destra non mi è mai sembrata particolarmente portata al « mimetismo ideologico » o all’« infiltrazione ». In compenso si è talvolta sostenuto che la contestazione della dicotomia destra-sinistra sarebbe caratteristica di una mentalità di destra! Tuttavia, ciò non è vero in special modo oggi, dato che tale contestazione è egualmente avanzata da sinistra. Ad ogni modo, bisogna finirla con i processi alle intenzioni. O il dualismo sinistra-destra è pertinente all’analisi delle posizioni presenti nel campo politico, o non lo è. Ora, tutto dimostra che tale distinzione non è oggi più operativa. Tutti i grandi problemi apparsi negli anni recenti, sia che si tratti della costruzione dell’Europa, della guerra in Iraq o in Kosovo, delle relazioni transatlantiche, ecc., hanno concretamente rimodellato divergenze che mal si adattano al modello semplicistico destra-sinistra (vi sono a destra così come a sinistra dei partigiani per la guerra in Iraq, a destra come a sinistra degli avversatori di tale guerra, ecc.). La distinzione sinistra-destra è apparsa con la modernità, e con essa cessa di esistere. Gruppo Opìfice. Uno dei luoghi politici di più incerta identità (ed al contempo di maggior peso nella crisi della dicotomia) è quello conservatore. Secondo la tesi di Antony Giddens, il conservatorismo – se associato alla sua veste classica ed alla sua etichetta destrorsa – al giorno d’oggi si troverebbe in posizione estremamente contradittoria: sposando appieno la logica liberista, la destra classica avrebbe minato le base della conservazione stessa, introducendo l’elemento disgregante dell’economia di mercato e facendone paradigma dominante. Il sistema economico liberista, orientato al verbo di continuo sviluppo e del progresso, è per sua natura la maggiore forza in grado di distruggere le sensibilità tradizionali alle quali la destra si richiamerebbe sul piano morale. L’attacamento ai valori della « famiglia » o della « patria » sarebbe dunque soltanto un retaggio culturale passato, utile soltanto in termini di consenso politico, e difesa secondo una logica «fondamentalista». Di contro, ad assumere i connotati di una conservazione sarebbe ciò che rimane degli scenari socialisti, avvezzi ad una seppur tenue difesa dei baluardi dello stato sociale. Qual’è la Sua opinione in merito? E’ inoltre a Suo avviso ancora ed altrettanto efficace il binomio conservazione/progresso per delineare lo scenario politico futuro? Alain de Benoist. Sono dell’avviso di Antony Giddens: aderendo alla logica del mercato, i conservatori hanno messo il dito in un ingranaggio il cui principale risultato è la distruzione di tutto ciò che vorrebbero conservare. Vi è comunque da ricordare che la parola « conservatore » è piuttosto ambigua, in quanto non riveste lo stesso significato in tutte le realtà geografiche/politiche. In Germania e nei paesi anglosassoni, i «conservatori» costituiscono da lungo tempo una famiglia politica che si designa essa stessa con questo termine, attribuendo dunque ad esso un senso positivo. In Francia, viceversa, il termine ha acquisito da tempo una dimensione intrinsecamente negativa, pertanto nessun’uomo politico si qualifica personalmente come «conservatore». Gruppo Opìfice. Da più parti è ormai ritenuta quasi retorica la contrapposizione tra sinistra e destra. Non si riesce tuttavia a superare in « toto » questo falso dualismo per via del fatto che continuano ad esistere movimenti e partiti che a queste categorie fanno riferimento. Esse pertanto, nonostante siano minate tanto dall’esterno quanto ormai anche dall’interno, assumono un ruolo comunque centrale nella dialettica politica e metapolitica. A questo punto, potrebbe essere utile – in chiave metapolitica – appoggiarsi ad essi ed eventualmente ricercare al loro interno personalità da coinvolgere nell’attività metapolitica? Diversamente non si rischierebbe di spingere l’azione metapolitica e/o non conforme, fuori dai canoni del fruire politico, che rimane nonostante tutto il campo principale in cui ci si gioca una forte visibilità? Alain de Benoist. La risposta a tale questione è contenuta nel fatto che un numero sempre maggiore di cittadini prende le distanze dai partiti « di destra » e « di sinistra », poiché essi non riescono più a definire ciò che li distingue o più semplicemente perché essi stessi non vi si riconoscono più. Questa è la principale causa di quella che è chiamata “crisi della rappresentatività”. I grandi partiti rappresentano esclusivamente se stessi, e i cittadini scoprono la vera vita altrove. Nasce dunque una questione riguardo a forme alternative che possono aver luogo nella realtà politica (e non soltanto metapolitica). Riguardo a questo punto, il mio pensiero non è cambiato : le iniziative politiche devono esser prese, simultaneamente, in primo luogo sul piano locale, in modo da rianimare il legame sociale e da creare nuovi spazi pubblici ad un livello più vicino alla gente, in seguito sul piano sovranazionale, il solo in grado di far fronte alle sfide planetarie attuali, con l’obbiettivo di regolare la globalizzazione e lavorare per l’avvento di un mondo decisamente multipolare.
December 07 SONDAGGIO SULL'ATTUALE CONSENSO DEI PARTITI
monitoraggio dell'andamento del consenso dei partiti politici aggiornato al 05/12/06
calcolato in base ai sondaggi politico elettorali pubblicati sul sito del Governoù
GUARDA IL SONDAGGIO:
http://nuke.politicalink.it/sondaggiometro/tabid/54/Default.aspx |
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